‘Il Nuovo Vocabolario della Moda Italiana': ci venite a trovare alla Triennale di Milano?

Avrete notato che in questi giorni abbiamo iniziato a parlare dei designer coinvolti in una mostra importante, e continueremo anche nelle prossime settimane.

La mostra, che si tiene in un luogo prestigioso, un simbolo della città di Milano, e non solo, legato al design, cioè la Triennale, è “Il Nuovo Vocabolario della Moda Italiana”, in cui si parla della nuova realtà del made in Italy, di quel ricambio generazionale che finalmente sta avvenendo in un settore che tanto ci rappresenta nel mondo e ha portato soddisfazioni e ritorno economico.

Siamo felici non solo di promuovere questa mostra, anche perché è sempre stato nel nostro DNA la voglia di promuovere le nuove leve della moda, e se ci seguite lo sapete bene, ma anche perché fra i nuovi media che partecipano a questo rinnovo nella creatività di moda siamo stati scelti anche noi.
Un onore essere parte del progetto e un piacere parlarne. Oggi vi postiamo il comunicato ufficiale della mostra, così da sperare di stimolare in voi il desiderio di venirci a trovare.

Appuntamento in Triennale, allora?

Il nuovo vocabolario della moda italiana
a cura di Paola Bertola e Vittorio Linfante
24 novembre 2015 – 6 marzo 2016 Triennale di Milano

Dal 24 novembre 2015 al 6 marzo 2016 La Triennale di Milano presenta Il nuovo vocabolario della moda italiana. Una mostra unica nel suo genere, nata dall’esigenza di riconoscere e celebrare l’Italia della moda contemporanea e i suoi protagonisti. Marchi e creativi che negli ultimi 20 anni hanno rinnovato e recuperato il DNA culturale, tecnico e tecnologico della tradizione, riscrivendolo in un linguaggio del tutto originale.

Il nuovo vocabolario della moda italiana analizza questo linguaggio e la nuova natura della moda italiana attraverso il lavoro dei suoi protagonisti e le loro molteplici espressioni. Dal prêt-à-porter allo streetwear, dalle calzature agli occhiali, dai bijoux ai cappelli: un inedito vocabolario di stile e produttività.

La mostra è un’accurata messa in scena del tratto di storia recente del made in Italy, a partire dal 1998, l’anno che segna il concreto passaggio a un mondo interconnesso dal web, alle nuove forme della comunicazione; dieci anni prima della grande crisi globale del 2008, che investe le economie occidentali e mette in crisi i paradigmi economici, sociali e culturali della post-modernità. Il 1998 è l’anno spartiacque tra il “prima” e il “dopo”; tra chi ha attraversato la crisi rigenerandosi e chi ne ha tratto la spinta per intraprendere un percorso autonomo.

Oltre cento realtà tra le più importanti del panorama contemporaneo partecipano alla mostra con i propri prodotti e progetti. Sono stilisti e marchi, selezionati con l’approccio didattico-scientifico di un sistema a fasi successive dai curatori Paola Bertola e Vittorio Linfante insieme con il Comitato Scientifico della mostra (presieduto da Eleonora Fiorani e composto da Silvana Annicchiarico, Gianluca Bauzano, Patrizia Calefato, Enrica Morini, Domenico Quaranta e Salvo Testa), e avvalendosi di un nutrito gruppo di “advisor” esperti del mondo della moda (comunicatori, stilisti, giornalisti, produttori, distributori…).

Perché “vocabolario”? Per sintetizzare, illustrare, definire le caratteristiche fondanti del made in Italy contemporaneo, oggi ancora in fase di scrittura e di evoluzione.

«Se da una parte il “fatto in Italia” è riconosciuto nel mondo come eccellenza, dall’altra è tipicamente rappresentato da marchi e stilisti affermatisi sino agli anni Novanta, negando in un certo senso la sua capacità di rigenerazione. Eppure, confermando la storica attitudine all’auto-organizzazione italiana, una nuova generazione sta scrivendo da tempo un linguaggio riconfigurato della moda italiana. Questo grazie alla valorizzazione di risorse accessibili in Italia e scomparse altrove: l’attitudine progettuale diffusa, i patrimoni di cultura materiale, le piccole reti di laboratori, le manifatture periferiche», spiegano i curatori Bertola e Linfante.

“Vocabolario”, dunque, nel suo significato di “repertorio di termini e locuzioni” è il mezzo per definire e cristallizzare il nuovo linguaggio del made in Italy.

Per valorizzare il contenuto progettuale dei capi, degli accessori e per esprimere con forza il concetto di “vocabolario”, la mostra è strutturata in un percorso composto da Lemmi che sintetizzano ognuno un concetto tipico e rinnovato del made in Italy. Per esempio: Materia, Costruzione, Ornamento, Dettaglio, Laboratorio… ognuno caratterizzato da istallazioni che illustrano il prodotto e il relativo processo creativo, dal cartamodello, agli accessori, dalle prove di lavorazione alle componenti.

La mostra è articolata in 3 macro sezioni:

1. Vocabolario: qui i prodotti sono organizzati intorno a concetti chiave, così da rappresentare i diversi approcci progettuali che ricontestualizzano gli elementi archetipici del prodotto italiano.

2. Narrazioni: dove viene tracciata la mappa del sistema di produzione culturale e comunicativa che ruota intorno alla moda: fotografia, illustrazione, nuovi media, editoria, video-arte.

3. Biografie: è la sezione che concentra la narrazione sulle storie dei singoli stilisti e marchi cui si deve il nuovo linguaggio della moda made in Italy.

Il percorso espositivo è curato dall’architetto milanese Martino Berghinz, la comunicazione visiva è affidata allo studio Zeta_lab.

 

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